Era nel cast dal 1999, poi ha staccato per un po’. In vista della riapertura ha voluto portare in Grancia la sua bambina, E poi ha finito per diventare l’attore protagonista del cine spettacolo “La Storia Bandita”.
Vito Casale, il volto di Carmine Crocco, tiene innanzitutto a sottolineare il valore umano dell’esperienza: “La grandezza di questa esperienza è il suo valore sociale, perché ci si sente davvero in famiglia: quando qualcuno attraversa un periodo difficile il gruppo non fa mai mancare il suo sostegno. E poi c’è il tema dell’inclusione. non ne parliamo mai apertamente perché non è necessario è un processo del tutto naturale all’interno del nostro gruppo. Non si fanno differenze. Questo si riflette sulla scena perché siamo come una grande filarmonica, un gruppo in armonia dove tutti sono sulla scena anche quando materialmente non ci sono”.
Ogni volta che si ritorna in scena, ad ogni nuova stagione, l’emozione è sempre potente e adrenalinica: “Sai che non puoi sbagliare i tempi per non vanificare il lavoro di tutti. Poi più repliche fai e più il personaggio diventa tuo. Ho cercato di non ispirarmi a chi mi ha preceduto proprio perché volevo fare mio il personaggio. Diventare Crocco in un certo senso”.
Ma con che spirito si entra in un anfiteatro come quello della Grancia? “L’obiettivo è dare emozione agli spettatori. Aprire una finestra su una storia che non si legge sui libri perché non è la storia dei vincitori, che hanno consegnato ai posteri tutta un’altra narrazione, cancellando la memoria di momenti anche molto dolorose per la popolazione di quello che fu il Regno delle Due Sicilie. Il cine spettacolo rappresenta una frattura mai sanata”.
Quali gli auspici quando sta per iniziare la nuova stagione? “Innanzitutto speriamo che il pubblico come tutti gli anni ci venga a trovare per godere della bellezza del bosco e poi per poter dare qualcosa al pubblico. Come ogni anno ci auguriamo che possa continuare per molti anni ancora e crescere sempre di più fino magari a prendere le sembianze di Puy du Fou, il parco della Vandea da cui la Grancia ha tratto ispirazione, e che è diventato nel tempo un solido pilastro dell’economia locale. Io ci credo”.