C’è un filo invisibile ma indissolubile che lega la musica alle radici di una terra fiera e antica. Con questo spirito nasce “Mille Montagne Fa”, il nuovo brano composto da Pietro Cirillo e dedicato al Parco della Grancia, luogo simbolo della memoria e della narrazione storica lucana.
La traccia non è soltanto una composizione musicale, ma un vero e proprio manifesto poetico che unisce il passato al presente, intrecciando la figura del brigante alla natura maestosa delle montagne basilicatesi.
La memoria che vive nel vento e nella Taranta
In Mille Montagne Fa, la musica si fa racconto e identità, rievocando le storie di chi ha lottato, di chi è partito e di chi continua a sentire forte il richiamo della propria terra. A spiegare il profondo significato dell’opera è lo stesso Pietro Cirillo:
“‘Mille Montagne Fa’ non racconta un’epoca, ma una distanza. È il tempo della memoria, quello che unisce le radici al presente. Ogni montagna attraversata racchiude una generazione, una partenza, un ritorno, una ferita e una speranza.”
L’autore descrive il brano come un viaggio intimo e collettivo nella Basilicata più autentica:
“È un luogo dove il brigante è libertà, la montagna si fa madre e ogni sentiero conserva ancora l’eco di chi ha camminato prima di noi. Qui la montagna abbraccia i suoi borghi come figli e custodisce la voce di chi ha lottato, di chi è partito e di chi, ovunque si trovi, continua a portare questa terra nel cuore.”
Un ponte tra storia e presente
Con il suo ritmo ancestrale, il brano arricchisce il patrimonio narrativo del Parco della Grancia, trasformando la storia in un’emozione viva, pronta a risuonare tra i visitatori e ad accompagnare le suggestive serate estive nel parco.
“‘Mille Montagne Fa’ è un passato che non appartiene solo alla storia,” conclude Cirillo. “Continua a vivere nel vento, nel battito ancestrale della Taranta e nell’anima di una terra che non ha mai smesso di raccontarsi.”